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Temporary Shop ed emozioni

Ogni decisione che un essere umano prende è sempre conseguenza di uno stato emozionale. Più che mai lo è la decisione di acquistare un prodotto. Questo lo sanno molto bene i pubblicitari che sono costantemente alla ricerca di idee originali per indurre gli stati emotivi giusti a motivare all’acquisto. Il temporary shop si sta rivelando come un ottimo “motore emozionale” grazie a questa sua natura di evento estemporaneo e passeggero. Vediamo quali sono i pilastri psicologici su cui si basa questa particolare tecnica di marketing:

  • Urgenza. Come ben sappiamo, il temporary shop, è come una cometa: si avvicina, passa e svanisce. Questo induce nel consumatore una sorta di “paura di perdere l’affare o l’occasione”, paura che inibisce notevolmente il fattore critico-logico togliendo tempo ed energia alla razionalizzazione e soprattutto al famigerato meccanismo del “ci devo pensare sù”.
  • Sorpresa. Anche gli utenti più conservatori non sono insensibili alle novità. E cosa, più del temporary shop, può rappresentare l’inaspettato e la novità. L’apparizione improvvisa di un evento opportunamente spettacolarizzato è come un magnete sociale in grado di accentrare con efficacia la curiosità dei consumatori.
  • Esclusività. Un prodotto viene percepito appetibile e desiderabile quanto più viene proposto come unico ed elitario. L’esperirenza offerta dal temporary shop è in grado di fare leva egregiamente su questo principio.
  • Spettacolarità. Tutti siamo alla ricerca di momenti e occasioni per fuggire dalla monotonia della quotidianità e immergerci in contesti anche ad alto contenuto emotivo per non dire adrenalinico. Con il temporary shop è possibile creare esperienze multisensoriali in grado di avvolgere completamente la sfera emotiva del consumatore guidandolo in un mondo al quale non vede l’ora di appartenere.